Abbaimo affrontato, nella puntata di A Tu Per Tu di giovedì 9 novembre, la storia della Dil di Via Santi a Nichelino, zona Debouchè.
Riportiamo, per maggiorne informazione, alcuni stralci di articoli apparsi sul "Corriere di Moncalieri" da luglio a oggi.
NICHELINO È durata due giorni la protesta dei lavoratori della "Dil" di Nichelino. Iniziato il 20 luglio, lo sciopero permanente era stato indetto dalle organizzazioni sindacali interne per protestare contro il mancato pagamento dei salari, che proseguiva ormai da mesi, da parte della ditta produttrice di contenitori per alimenti. Il presidio è terminato venerdì 21, a seguito di una riunione in Comune, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni nichelinesi, della proprietà dell'azienda e dei delegati sindacali. Il pomeriggio che ha preceduto l'incontro era stato caldo, e non solo meteorologicamente. «Protestiamo perchè stiamo ancora aspettando lo stipendio di Aprile», aveva detto Salvatore Salerno, delegato sindacale CISL, poco prima dell'incontro. «Dapprima ci è stato dilazionato, secondo il metodo dell'anticipo e del saldo dopo dieci giorni, ma adesso sono mesi che non riceviamo nulla». Giancarlo Lia, della stessa confederazione sindacale: «A questo dobbiamo anche sommare il fatto che da dicembre non ci vengono pagati i contributi, e nemmeno la tredicesima». Il problema era proprio questo: era stato promesso il pagamento dello stipendio di aprile entro il 14 luglio, e quello di maggio entro il 28, data di chiusura della fabbrica per la pausa estiva. Il ritardo ulteriore nei pagamenti aveva fatto scattare la protesta dei lavoratori, rientrata proprio per quello che sembra essere lo sblocco dei pagamenti: sono stati inviati i bonifici bancari per gli stipendi di aprile, ed entro mercoledì dovrebbero essere saldate le buste paga di maggio. (...) l tanto atteso segnale di buona volontà da parte della proprietà, spesso accusata dai lavoratori di non ascoltare adeguatamente la loro voce, è finalmente arrivato. (luglio 2006)
NICHELINO Finisce in Regione il fallimento "Dil". Lunedì 4 settembre una novantina di dipendenti, esausti di attendere non solo la liquidazione e la cassa integrazione, ma addirittura tre mensilità di stipendio, da maggio in poi, ha portato in Piazza Castello a Torino la protesta che da settimane imperversa davanti ai cancelli di Via Santi 1/4. L'estate più calda della recente storia della Dil non ha conosciuto pace: la ditta produttrice di contenitori di alimenti è infatti fallita, dopo un lungo e problematico periodo di crisi interna. Angelo Auddino, consigliere regionale e membro della commissione lavoro, parlava chiaro già ad inizio agosto davanti ai cancelli della Dil: «Dobbiamo fare tutto quello che è nelle nostre forze per fare sì che le famiglie dei lavoratori abbiano una risposta in tempi brevi, portando in regione la questione e chiedendo di affrontarla con la massima urgenza». Se infatti la Dil dà lavoro a 180 dipendenti, la cifra sale a 320, se si considera le altre aziende del gruppo, la "E.D." e la "A.D.L.". E i tempi stringono, come conferma il vicesindaco di Nichelino Franco Fattori: «La Ferrero ha bisogno di poter contare sull'azienda, poiché fra poco saranno in produzione i cioccolatini da vendere nel periodo natalizio. Logico quindi che i tempi stringano, e che tutto a settembre debba essere definito. Il curatore fallimentare sta muovendosi in modo professionale e competente, per contattare gli eventuali imprenditori interessati a rilevare l'azienda, che deve essere risanata e tornare a produrre reddito e lavoro». (Settembre 2006)
NICHELINO Ancora niente di fatto per la vicenda “Dil”. Si susseguono proposte che i sindacalisti Scalia e Salerno continuano a giudicare “ridicole”, ultima fra le quali, per i ventisette potenziali assunti dalla Cip di Castellamonte, un contributo “una tantum” per andare a vivere vicino alla fabbrica. L’unica data “certa” a questo punto resta quella del 21 novembre, data in cui dovrebbe diventare esecutivo il fallimento. Nel frattempo tutto e il contrario di tutto può ancora accadere, mentre le istituzioni provinciali e regionali, come afferma l’assessore al lavoro nichelinese Sabino Novaco, «continuano a promettere di impegnarsi a convocare Ferrero, che ultimamente non si è fatta più viva agli incontri. Noi ci saremo senz’altro». E i dipendenti cominciano ad essere a corto di soldi, che non ricevono da mesi. «se aggiungiamo che questa settimana sono arrivati a tutti gli addizionali regionali IRPEF da pagare, il tutto suona quasi ridicolo», ironizza Ivan Stropiana, dipendente. «Certo, possiamo pagare tutto l’anno prossimo con la mora, ma è una testimonianza triste di come, per quello che ci spetta si può anche attendere, ma quando è ora di venire a batter cassa da noi non c’è alcun ritardo». La situazione comincia a farsi pesante anche presso l’altra ditta di famiglia, l’A.D.L. del papà di Massimo Di Lonardo, Arnaldo. «Cominciamo anche noi a subire il problema», spiega Bruno Boscolo, dipendente della ditta situata a poca distanza dalla Dil, in Via Vernea. «Come al solito, le voci si susseguono di continuo, dalle più catastrofiche a quelle più ottimistiche. Certo è che, da un punto di vista lavorativo, la mancanza della possibilità di produrre stampi per le commesse Ferrero ha creato un calo consistente. Ad una cosa però è servito questo periodo di caos: vedendo i problemi dei dipendenti Dil, anche da noi si è sviluppata un’attività sindacale, che prima non c’era».(Ottobre 2006)
NICHELINO Settimana di alterne emozioni per ciò che resta della "Dil" di Via Santi. Ferma ormai da mesi, la struttura ha ancora al suo interno diciannove stampi, che appartengono alla Ferrero di Alba. Bloccati la settimana scorsa da un improvvisato picchetto alcuni emissari che erano venuti a ritirare gli stampi, la nuova data prevista era mercoledì 25 ottobre. Molti lavoratori si sono radunati davanti alla sede dell'azienda, ma le uniche personalità che si sono viste sono stati l'assessore al lavoro Sabino Novaco e il curatore fallimentare Ferrari Loranzi, seguiti dal presidente del consiglio comunale Franco Ripani. Nessuno si è fatto vivo da Alba. Dapprima si è diffuso un barlume di speranza, unito a voci incontrollate che parlavano di una ripresa di contatti con potenziali compratori, ma il tutto è stato subito smentito seccamente. Ferrari Loranzi: "Il mancato ritiro degli stampi non significa assolutamente nulla. Semplicemente oggi non è venuto nessuno, ma è questione di pochi giorni". Teoria ribadita da Novaco: "Non si sa perchè non si sia visto nessuno, visto l'annuncio del ritiro degli stampi: probabilmente i non servono a Ferrero per le commesse relative a Natale, li prenderanno in seguito. Sicuramente però adesso non c'è nessun contatto con nessun compratore". E anzi, proseguono le operazioni per il ricollocamento degli ex operai Dil che non hanno ancora trovato lavoro. Spiega Franco Ripani: "La situazione è complessa, specialmente per la ricollocazione delle donne, che in buon numero lavoravano in Dil. Il lavoro femminile, superata l'età della gioventù, è un po' più difficile da trovare, ma la Provincia sta lavorando insieme ai centri per l'impiego". A questo punto si attende solamente il ritiro degli ultimi stampi per mettere la parola fine a una vicenda triste durata mesi, iniziata male e finita peggio. (Ottobre 2006)
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