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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Bese (del 02/08/2010 @ 13:59:52, in News, linkato 11 volte)
Prima della pausa estiva, un tocco d'Africa.
A Tu per Tu vi racconta lunedì 26 luglio le attività dell'associazione LAVORIAMO INSIEME, impegnata in progetti di cooperazione internazionale in tanzania.
RIASCOLTA CLICCANDO QUI
e per saperne di più sull'associazione...
(dal sito http://komuge.altervista.org) L’Associazione Lavoriamo Insieme Onlus nasce a seguito dell’esperienza di volontariato di alcuni amici che, incuriositi dall’Africa, e in particolare dalla Tanzania, si sono recati sul posto per vedere con i propri occhi quella realtà.
Profondamente colpiti dalla povertà, ma anche dalla grande umanità delle persone, hanno deciso di fare qualcosa per aiutarle. I primi sforzi si sono concentrati nel villaggio di Komuge.
Nel 2007 abbiamo ricevuto il riconoscimento di Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS).
Attualmente operiamo nella regione del Mara, dove sosteniamo l’attività di alcune missioni, e nella regione di Tanga, dove collaboriamo con la comunità Masai del distretto di Kilindi.
A gennaio 2010 siamo stati riconosciuti come NGO (Organizzazione Non Governativa) dal governo Tanzaniano. La nostra presenza sul territorio tanzaniano si è consolidata grazie all’apertura di una sede operativa a Dar Es Salaam.
Di Bese (del 27/06/2010 @ 18:47:58, in News, linkato 32 volte)
Dunque i Muse suonano un rock indefinibile, duro ma sinfonico, con un orecchio a Chopin e l’altro ai Queen e a Morricone, che piacerebbe agli hippy di Woodstock ma attira pure plotoni di ragazzini nati dopo Tangentopoli. Vendono dischi a palate, dodici milioni di copie l’ultimo aggiornamento. E loro, che sono tre trentenni dell’impronunciabile Teignmouth nel grigissimo Devon inglese, sono gli unici a non cadere nel tranello più di moda: il gossip. Per la strada il leader Matthew Bellamy (fidanzato, pare ex, con l’italiana Gaia Polloni), Dominic Howard e Chris Wolstenholme non li riconosce quasi nessuno, altro che paparazzi. Eppure hanno riempito lo stadio di San Siro con un concerto che se lo ricorderanno in molti: un palco lungo oltre sessanta metri con effetti in 3D, uno strano aggeggio stile Ufo che a un certo punto ha sorvolato la platea, una mitragliata di canzoni da far tremare i muri. Volendo, ce n’è da camminare tre metri sopra il cielo. E invece il bassista Chris fuma la pipa nei camerini placido come un Lord e tutt’al più si concede una battuta: «Alla nostra età forse i Rolling Stones e gli U2 non riempivano ancora gli stadi ».
Già. Per di più voi lo fate a volume altissimo.
«Il rock ha bisogno di essere rumoroso».
Ma poi i vicini si arrabbiano. A Milano chi abita vicino a San Siro ha fatto molto più rumore protestando.
«Capisco le lamentele, ci sono anche nel nostro paese natale. Ma è pure vero che i concerti a San Siro sono tre o quattro all’anno e l’alternativa è non averne neanche uno. Mi sembra peggio».
Voi comunque non badate a spese, quanto a fracasso.
«D’altronde una delle nostre grandi influenze sono stati i Rage Against the Machine. Abbiamo suonato insieme qualche giorno fa al Festival Rock am Ring e sono decisamente la band più potente che abbia mai visto dal vivo».
Però in concerto siete più spettacolari.
«Che noia i soliti palcoscenici. Per i nostri show volevamo un palco che sembrasse un edificio, con video disegnati specificamente per effetti in 3D e luci in grado di cambiare l’aspetto della struttura».
In più c’è un ufo che salta fuori all’improvviso.
«Sì, si alza e si abbassa sulla testa della gente. Ci è sempre piaciuto interagire con il pubblico».
Però cominceranno le solite dietrologie. Il vostro ultimo cd «The resistance» è stato molto influenzato da «1984» di George Orwell e la fantascienza vi è sempre piaciuta. Diranno che l’ufo è il simbolo o la parodia di qualcosa.
«No, non se ne parla neanche. L’abbiamo fatto solo per divertirci: non c’è altro significato».
Sugli spalti ci sono pure enormi palle bianche.
«Lì un riferimento c’è. Ma è presto detto: ricordano il telefilm The prisoner (in italiano Il prigioniero, su Raidue tra i ’70 e gli ‘80 - ndr). Erano quelle che imprigionavano uno dei protagonisti, l’agente Numero 6».
Quanti riferimenti al passato.
«Le band inglesi sono molto influenzate dal passato. D’altronde è molto difficile essere del tutto originali. E forse non è neanche consigliato: il pubblico non capirebbe».
Voi siete la terza via: mescolate la tradizione in un modo imprevedibile.
«E mi viene anche da dire una cosa: la musica classica è spesso più moderna di tanto pop anni Sessanta o Settanta. Ci sono arie e sinfonie scritte secoli fa che sembrano più attuali di canzoni che hanno pochi decenni».
Quando avete esordito, gli inglesi (ma non sono quelli che il rock prima di tutto??) dicevano che non eravate «radio friendly». Insomma, che alle non andavate bene alle radio.
«E adesso siamo a San Siro. Dico: San Siro, uno degli stadi più famosi del mondo».
Mica facile per tre ragazzi di provincia.
«Quando sei in una band, non hai la percezione del tempo che scorre. Mi sembra ieri che suonavamo in posti piccolissimi ».
Sul palco avete ancora l’energia degli esordienti.
«Intanto siamo fortunati perché suonare è la cosa che ci piace di più».
Attenzione: frase banale.
«No, siamo fortunati davvero perché abbiamo anche un bell’equilibrio al nostro interno. Naturalmente litighiamo come fanno tutti. Ma quando c’è un problema, ci sediamo intorno a un tavolo. Questo è il modo migliore».
Per che cosa, scusi? «Per impedire che diventi troppo grave e irrisolvibile».
FONTE: http://blog.ilgiornale.it/giordano/2010/06/10/se-i-muse-trovano-la-musica-classica-piu-moderna-del-rock/
Di Admin (del 14/03/2010 @ 14:57:42, in News, linkato 70 volte)
(ANSA) - ROMA, 12 MAR - La Regione Piemonte ha depositato il ricorso alla Corte Costituzionale contro il dl 'salva liste', varato la scorsa settimana dal Cdm.
Il provvedimento viene cosi' impugnato per la seconda volta dinnanzi alla Consulta a cui si e' rivolta anche la Regione Lazio. Il Piemonte non avrebbe sollecitato i giudici costituzionali a pronunciarsi su una sospensione in via cautelare del decreto,cosi' come il Lazio. La Camera di Consiglio per decidere sulla sospensiva e' stata fissata per il 18 marzo.
Di Bese (del 04/03/2010 @ 17:02:11, in News, linkato 63 volte)
Salone dell’Auto: lavori in corso mentre i due sfidanti per la guida della Regione se le suonano di santa ragione. (La Stampa, 4 marzo)
L’indizio è la dichiarazione, sibillina ma non troppo, affidata con straordinario tempismo alle agenzie dalla società Lingotto Fiere-Gl Events Italia ventiquattr’ore dopo l’ultimo duello rusticano a mezzo stampa tra Mercedes Bresso e Roberto Cota: «Rimaniamo convinti che l’organizzazione di eventi fieristici debba seguire esigenze e regole di mercato che ne determinano opportunità e riuscita. Lingotto Fiere sarebbe molto orgoglioso di ospitare il Salone Internazionale dell’Auto. Potrebbe senza dubbio rappresentare un volano importante per il territorio e contribuire al processo di crescita del processo fieristico avviato con successo negli ultimi due anni».
Un modo per marcare il punto e sottrarre alla polemica politica un progetto che, benché in sordina, sta marciando. «Sappiamo che ci sono progetti di varia natura per lo sviluppo del Salone dell’Auto in Italia - commenta Andrea Varnier, direttore generale di Lingotto Fiere, prendendola alla larga -. Torino, per la sua storia, è una piazza particolare e il 2011, quando si terranno le celebrazioni di Italia 150, è un anno importante». Insomma: la nostra non è l’unica città in ballo ma la società, forte del rilancio di Lingotto Fiere, con le opportunità che offre anche in termini di superficie utile, «ci sta lavorando seriamente».
Stando a indiscrezioni, il progetto sarebbe in fase avanzata: né potrebbe esser diversamente, visto che siamo a ridosso del 2011. Per ora la trattativa coinvolgerebbe due grandi case automobilistiche. E forse non è un caso se Cota ha sentito il bisogno di rilanciare l’idea del Salone - uno dei cardini del suo programma - proprio da Ginevra, dove martedì si inaugurava la rassegna dell’automobile. Mentre Bresso, pur dicendosi favorevole a riportare l’esposizione a Torino, è scettica sulla possibilità di farlo».
L’idea, tuttora allo studio, rimanderebbe ad un Salone non permanente ma itinerante: nel 2011 sotto la Mole, nel 2012 a Roma - dove farebbe il paio con il circo di Formula 1 previsto nella capitale -, mentre nei due anni seguenti si dovrebbe registrare il ritorno a Bologna e poi a Milano, durante l’Expò 2015. Un’altra ipotesi prevede il ritorno a Torino con cadenza biennale. «Comunque vada - commenta tra gli altri Michele Coppola, Pdl - la politica dovrà appoggiare senza steccati quella che è una grande iniziativa privata. Non solo. Sarà l’occasione per concertare con tutti i soggetti interessati la programmazione fieristica, congressuale e dell’entertainment in Piemonte, un settore oggi allo sbando».
Di più al momento non è dato sapere. Anzi: i vari soggetti che lavorano all’iniziativa si sono messi le mani nei capelli nello scoprire che il piano, avviato in tempi non sospetti, è diventato un tema da campagna elettorale. A fine marzo, quando Bresso o Cota saranno scesi dal ring, ne sapremo di più.
Di Bese (del 01/03/2010 @ 16:19:59, in News, linkato 53 volte)
Si avvicina l’appuntamento delle elezioni Regionali, il 28 e 29 marzo prossimi. Radio Impronta Digitale vuol dare una mano a chi vuole capire qualcosa in più nel complesso panorama della politica piemontese.
La trasmissione A TU PER TU va in onda lunedì 8 marzo in EDIZIONE SPECIALE, dedicata alla prossima tornata elettorale e con ospiti di prim’ordine.
Saranno in studio Roberto Placido (Pd), Juri Bossuto (Prc), Davide Bono (candidato alla presidenza della lista Piemonte a 5 stelle). Verrà trasmessa anche un’intervista a Michele Coppola (Pdl) invitato ma impossibilitato a essere presente in diretta.
Un’utile occasione per ascoltare progetti e proposte con pacatezza e freschezza, nello stile di A tu per Tu e Radio Impronta Digitale. In studio Lele e Andrea.
Per intervenire in diretta contattateci su MSN: diretta@improntadigitale.org
Links utili:
www.michelecoppola.it
www.piemonte5stelle.it
http://juribossuto.it/
www.robertoplacido.it
http://www.improntadigitale.org/dblog/atuxtu/dblog/default.asp
Di Bese (del 01/03/2010 @ 16:17:49, in News, linkato 54 volte)
alcuni link ad articoli interessanti...
http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=85571
http://www.agi.it/news/notizie/201002261923-cro-rt10296-regionali_berlusconi_cota_sara_prossimo_goevrnatore_piemonte
http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=9843&Itemid=53
http://torino.blogosfere.it/2010/03/elezioni-regionali-2010-piemonte-presentate-le-liste-quattro-i-candidati-in-corsa-guerra-su-simboli.html
Di Bese (del 17/10/2009 @ 20:03:53, in News, linkato 128 volte)
Cari amici,
LUNEDI' 26 OTTOBRE andrà in onda la nuova puntata di A TU PER TU, che avrà come ospite gli amici del COMITATO DI SOLIDARIETA' CON IL POPOLO DEL GUATEMALA, in compagnia di un sacerdote da anni attivo nella lotta per i diritti umani della popolazione guatemalteca, che da decenni soffre di ogni genere di violenze: PADRE RIGOBERTO PEREZ GARRIDO.
Vi allego una scheda di presentazione, tanto epr sapere di chi stiamo parlando...A LUNEDI'!!
Padre Rigoberto Pérez Garrido è un giovane prete guatemalteco. Esercita il suo ministero nel Quiché, la regione “martire” che, durante i 36 anni del conflitto armato interno che ha insanguinato il Guatemala, ha subito il maggior numero di massacri, repressioni, torture, assassinii.
Padre Rigoberto ha collaborato con Monsignor Juan Gerardi nel progetto REMHI (Recuperaciòn de la Memoria Històrica), raccogliendo le testimonianze dei superstiti, partecipando alle esumazioni delle vittime, accompagnando mogli, mariti, figli nel riconoscimento dei poveri resti estratti dalle fosse comuni e dando loro sepoltura…
E’ stato parroco a Nebaj per una decina d’anni, lavorando con passione e pazienza per ricostruire una Comunità ferita da lutti, dolore, divisioni. Ma la sua attività pastorale “disturbava” chi era stato esecutore o complice dei crimini su cui le testimonianze da lui raccolte avevano fatto luce.
E una notte del mese di febbraio 2002 un incendio bruciò completamente la sua casa parrocchiale a scopo intimidatorio.
Lui si salvò perché quella notte fortunatamente non era in casa come speravano i mandanti dell’azione criminosa!
In quei giorni noi ci trovavamo in Guatemala e subito abbiamo deciso di portargli la nostra solidarietà. Siamo stati accolti nell’ex convento delle suore trasformato in provvisoria canonica: così è iniziata la nostra amicizia con padre Rigoberto.
Parlandoci della sua Comunità, ha manifestato la necessità di aiutare i giovani a studiare perché individuava nello studio l’unica possibilità per riuscire a migliorare il Guatemala, formando una gioventù preparata e “coscientizzata”.
E’ nato allora il “Progetto Borse di Studio Monsignor Juan Gerardi”, intitolato al vescovo martire della verità, tanto caro a padre Rigoberto e al popolo guatemalteco.
In questi anni il progetto ha aiutato alcune centinaia di ragazzi/e (soprattutto orfani della violenza) a studiare, diplomarsi e lavorare nei villaggi e in Nebaj.
Lo scorso anno padre Rigoberto ha lasciato Nebaj perché il vescovo gli ha affidato la parrocchia di San Antonio Ilotenango, un paesino sulle rive di un piccolo lago, e contemporaneamente la direzione della Radio Diocesana, vista la bella realtà della radio parrocchiale che aveva creato a Nebaj.
In Guatemala la radio è l’unico mezzo di comunicazione che raggiunge tutto il Paese, anche il più sperduto villaggio Maya privo di elettricità, ed è ascoltata da tutti.
Padre Rigoberto se ne serve non solo per annunciare la parola di Dio “incarnandola” nella realtà dell’oggi, ma anche per informare sulla situazione del Paese, per allietare con musica tradizionale e moderna anziani e giovani…
Le notizie vengono trasmesse in spagnolo e nell’idioma quiché.
Nel 2003, su nostro invito, padre Rigoberto era venuto in Italia ed ora sarà nuovamente con noi dal 10 al 20 di ottobre non solo per incontrare gli amici che hanno sostenuto e continuano a sostenere le borse di studio, ma soprattutto per conoscere altre esperienze di “radio” (piccole o grandi che siano!) e far conoscere la sua esperienza in quello stupendo e tragico angolo di mondo che è il Quiché, la terra verde di boschi, azzurra di cielo, rossa del sangue dei martiri.
Crediamo che lo scambio di esperienze sarà positivo non soltanto per lui, ma soprattutto per quanti lo incontreranno ed avranno modo di parlare con lui, umile prete animato da un immenso amore per Dio e per l’Uomo.
Di Bese (del 30/09/2009 @ 00:44:31, in News, linkato 106 volte)
Non è mia abitudine dare troppo risalto a "mie" trasmissioni, ma quella che abbiamo trasmesso lunedì sera è stata forse la più bella puntata di A tu per Tu. Ospiti Michel Ngaba, il cittadino del Congo vittima di un incivile pestaggio da parte di "bravi ragazzi" italiani lo scorso novembre, e Alfredo tavernese, presidente dei City Angels: abbiamo parlato dell'associazione, della tolleranza, dell'educazione e della convivenza civile. Senza eccessi, senza populismi, ma con sincerità, affrontanto e rivivendo momenti difficili e provando a trovare una chiave per andare avanti.
Una grande esperienza, grazie ESCLUSIVAMENTE ai nostri ospiti.
Potete ascoltare la puntata nell'archivio di A tu per Tu:
http://www.improntadigitale.org/archivio_trasm/atuxtu.asp
Grazie ancora,
Andrea
Di Bese (del 27/09/2009 @ 23:13:00, in News, linkato 119 volte)
(Sesto Potere) - Torino - 27 luglio 2009 - “Ragazzi che vivono come Ferrari lanciate a 300 all’ora senza freni”. Così Michel Ngaba, medico di origine congolese, ha definito i ragazzi che lo hanno aggredito il 4 luglio scorso, senza motivo se non quello riconducibile al colore della pelle.
Lo ha detto questo pomeriggio alla Conferenza dei Capigruppo, presieduta da Beppe Castronovo, che lo ha invitato per esprimergli solidarietà e per condannare l’accaduto.
Ngaba, che vive a Torino da oltre vent’anni, ha ricostruito i drammatici momenti dell’aggressione: “Sono stato in molti Paesi dove sono in corso delle guerre, ma non ho mai assistito a tanta disumanità di questi giovani pervasi da un senso di onnipotenza”.
In segno di augurio e sottolineando come nonostante questo grave episodio Torino resti una città ospitale, il presidente della Sala Rossa ha donato a Michel Ngaba, a nome dei Capigruppo, un libro dal titolo “Buon giorno Torino”.
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(La Stampa, 7 luglio) Un sabato sera di ordinario razzismo. Quella vissuta da Michel Ngaba, 42 anni originario del Congo, è stata quasi una scena da
film pulp. In 20 lo hanno preso a calci e pugni, sberle e spintoni solo per il colore della sua pelle, solo per riempire una serata di noia e di birra. «Erano le 22 circa, quando con mia figlia di 3 anni e mio papà di 69 siamo andati alla Cascina Giaione in via Guido Reni - racconta Ngaba -. Faceva caldo e siamo usciti per fare una passeggiata in un posto tranquillo. Prima di entrare ho visto all'ingresso tre panchine piene di ragazzi e ragazze tra i 15 e i 19 anni che bevevano e ruttavano. Provocavano, ma noi abbiamo tirato dritto».
Nella Cascina c'era un'orchestra che suonava il liscio e anziani che ascoltavano e altri che ballavano. «Poi, dopo poco si è messo a piovere - ricorda - ci siamo avviati all'uscita per tornare a casa». Tutto nella norma. Tutto fino a quando come tante gocce di pioggia gli piovono addosso grida e sberleffi: «Ma vai via brutto negro», «Togliti dal c... negro di m...». Una grandinata di insulti. «Ho cercato di far finta di niente, ma non ce l'ho fatta - confessa - e mi sono girato e con calma ho detto "Imparate a rispettare le persone"». La scusa che aspettavano per dar sfogo alla violenza.
«In tre mi hanno circondato - dice Ngaba - e hanno iniziato a spintonarmi e a gridare "ma che c... vuoi negro" e giù a
strattonarmi». E quando ha una minima reazione per uscire da quella presa, partono le botte, quelle vere, quelle date per far male. «Sentivo solo mia figlia che piangeva - ammette - che gridava "papà, papà"». Lui cerca di portarli lontano da lei. E scappa verso il palco, tra la gente. "Loro dietro - descrive - e diventavano sempre di più. Alla fine erano una ventina. E picchiavano, picchiavano sempre». Nulla li ferma, neanche i due City Angels che intervengono in sua difesa.
Dieci minuti di pura follia tra la gente atterrita. «Solo le sirene dei carabinieri li hanno fatti scappare come topi» confida. Ora Ngaba, in Italia da 23 anni, laureato in Agraria a Torino e fisioterapista, è ferito dentro e fuori. «Non mi era mai successo - dichiara -. Lo dicevo sempre ai miei amici, in Italia se non fai niente non ti capita nulla». Invece. «Invece no, ora non posso più dirlo - sospira -. Ma che società è questa che cresce ragazzi così cinici e violenti? Se fossi caduto per terra mi avrebbero ammazzato senza pensarci su, tutto per riempire una serata di vuoto e di noia».
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Di Bese (del 27/09/2009 @ 23:11:58, in News, linkato 112 volte)
Il caso di violenza che ha visto teatro la nostra circoscrizione lo scorso luglio, con il pestaggio di un cittadino sventato dai City Angels,
ci regala l'opportunità di parlare di violenza e sicurezza, ma soprattutto di buone azioni. In studio i protagonisti dell'episodio, Michel Ngaba e i City Angels, e il Presidente della Circoscrizioe 2 Andrea Stara.
ore 21
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09/09/2010 @ 2.14.19
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