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IL TOUR E' DI ALBERTO CONTADOR

PARIGI - Alberto Contador ha vinto il Tour de France. Per lo spagnolo è la terza vittoria nella Grand Boucle dopo i successi del 2007 e 2009. L'ultima tappa, la 20esima, è stata vinta da Mark Cavendish, seguito da Alessandro Petacchi, che ha conquistato la maglia verde di miglior velocista. PETACCHI - «Salire sul podio è un'emozione grandissima, dopo così tanti anni che non succedeva per un italiano, dopo il grande Bitossi» ha detto lo spezzino all'arrivo, dedicando la maglia verde a suo figlio. Petacchi è infatti il secondo italiano dopo Franco Bitossi nel 1968 a vincere la maglia verde della classifica a punti. «Penso di aver fatto una bella corsa - ha detto a caldo il corridore della Lampre -. Sarebbe stato bello vincere la tappa, ma Cavendish è troppo forte, ha fatto una gran bella volata». Petacchi ha vinto due tappe in questa edizione del Tour de France, contro le cinque conquistate da Cavendish, ma ha prevalso sul britannico nella classifica a punti grazie a una serie di migliori piazzamenti. Il francese Anthony Charteau ha vinto la classifica del gran premio della montagna come miglior scalatore. VANTAGGIO - Sabato, nella cronometro di 52 km da Bordeaux a Paillac (vinta dallo svizzero Fabian Cancellara), la maglia gialla, che partiva con 8" di vantaggio sul suo avversario, il lussemburghese Andy Schleck (più debole in tappe di questo genere) non è riuscito a rimontare e anzi ha perso altri 31" rispetto al suo rivale. Solo nei primi 20 km Schleck è riuscito a guadagnare qualche secondo sul leader della corsa, ma senza mai superarlo in classifica generale. Contador si è presentato quindi alla tappa finale, il classico circuito parigino con arrivo sugli Champs-Elysées, con 39" di vantaggio. SPAGNA D'ORO - Continua dunque l'anno d'oro dello sport spagnolo: dopo il ritorno di Nadal al vertice del tennis e il suo secondo trionfo a Wimbledon, la vittoria della nazionale ai Mondiali di calcio, ecco la conquista del Tour. (Corriere.it, 24 luglio)

F1, FERRARI VINCENTE FRA LEPOLEMICHE

ROMA, 26 luglio - La Ferrari ha dominato, la Ferrari ha vinto, la Ferrari va punita. Ad avve­lenare la domenica che ha riportato Maranello ai vertici della F1 è stato il sorpasso di Alonso su Massa che ha da­to il via libera al trionfo dello spagno­lo rientrato prepotentemente in corsa per il Mondiale. Un sorpasso che la Fia ha ritenuto essere una “violazione delle regole”: di qui la multa (100 mila dollari) e il deferimento al Consiglio Mon­diale che esaminerà il caso in una riunione straordinaria. Cos’è dunque successo di così straordinario? E’ successo che, nel corso di una gara in cui Alonso, penalizzato in partenza da una velenosa manovra di Vet­tel, aveva ottenuto costante­mente i tempi migliori, la Ferra­ri ha comunicato a Massa che Fernando era più veloce e il bra­siliano ha fatto passare il com­pagno di squadra. «Scandalo» ha gridato Chris Horner, boss della Red Bull, che vede come uno spauracchio il rientro di Maranello nella corsa al titolo; «Una cosa normale in un Mon­diale in cui uno solo può vince­re » ha sottolineato Michael Schumacher che dalla corsa al titolo è chiaramente fuori gioco. Chi ha ragione? Senza dimenticare che siamo nel bel mezzo di una stagione in cui la Ferrari è stata penalizza­ta in più di una circostanza (Montreal, Valencia, Silversto­ne), è onesto riconoscere che il problema è nel regolamento. Regolamento che, affrontando il tema del gioco di squadra, dice che il team non può rivolgere al pilota un invito “palese” a favo­rire il compagno. In pratica, se la Ferrari avesse detto a Massa «Fai passare Alonso» sarebbe stata squalificata; visto che ha detto «Fernando è più veloce», è stata multata, poi deferita. E ora sarà sottoposta a un giudizio po­litico. Sul regolamento giocano tutti. Ieri Vettel è partito schiaccian­do Alonso contro il muretto, perché il regolamento stabilisce che chi è davanti può scegliere la traiettoria. La manovra è apparsa innaturale e scorretta, ep­pure nessuno si è scandalizzato e Vettel non è stato punito. In Turchia, dopo che Vettel e Web­ber si erano scontrati e dunque fatti fuori a vicenda, rimasero davanti a tutti Hamilton e But­ton. Button cercò di superare il compagno di squadra arrivando a toccarlo. Immediatamente dai box McLaren partì una comuni­cazione rivolta al campione del mondo: «Attento, hai poco car­burante ». Parole che hanno lo stesso peso di «Fernando è più veloce». Button si calmò e non cercò più di superare il compagno: anche in quel caso nessuno scandalo, nessuna punizione e nessun deferimento. (Corrieredellosport)

MOTOGP, ANCORA LORENZO MA ROSSI C'E (SUL PODIO)

A soli 50 giorni dal suo incidente nelle prove del Mugello Valentino Rossi torna sul podio. Dopo il quarto posto al Sachsenring nella sua gara di rientro, otto giorni dopo sale sul terzo gradino del podio a Laguna Seca. "Ho fatto veramente fatica perché questa pista è più difficile della Germania, anzi è tra le più difficili di tutte. Abbiamo ottenuto l'obiettivo massimo, ce l'abbiamo fatta, ma non riesco ad esultare perché sono distrutto. Quanti giorni sono passati dal Mugello? Cinquanta... cercheremo di arrivare più in forma a Brno". Più rilassato il suo compagno di squadra Jorge Lorenzo, vittorioso per la prima volta da queste parti e sempre più leader della MotoGP con sei successi e tre secondi posti. "All'inizio è stata una gara difficile, perché Pedrosa girava su un ritmo molto più veloce rispetto alle prove e quindi ho dovuto spingere per stargli dietro, poi, però, lui era al limite ed è volato fuori" spiega il maiorchino. Problemi all'anteriore, invece, ancora per Casey Stoner che si è lamentato nel dopo corsa dell'impossibilità di provare ad attaccare la prima posizione dell'iberico, se non rischiando di cadere. "All'inizio andava tutto bene: la moto andava bene, quando gli pneumatici si sono riscaldati ho cercato di spingere, di tenere il passo, ma ho avuto problemi per due volte all'anteriore e questo mi ha frustrato, perché ho dovuto rallentare di uno due centesimi al giro, ma anche cercando di rimanere costante ho avuto ancora problemi con l'anteriore - riferisce l'australiano della Ducati -. Sono più o meno felice del risultato perché magari potevo prendere Dani (Pedrosa) se non fosse caduto, ma non Lorenzo". Non è particolarmente soddisfatto, invece, Andrea Dovizioso, che ha chiuso in quarta posizione. "Non posso essere contento di questo risultato perché puntavamo al podio - ha detto Dovizioso - Ho fatto una buona partenza, ma trovandomi all'interno della Curva 1 sono rimasto chiuso. Nei primi tre giri ho perso un po' di tempo dietro a Spies e questo oltre a rallentarmi mi ha fatto perdere il contatto con i primi. Giravo con un passo di 1'22"5, pensavo di poter mantenere il terzo posto, ma negli ultimi giri quando Valentino ha abbassato il tempo e ha iniziato a girare in 1'22" basso non sono riuscito a girare così veloce. Perdevo nel terzo e nel quarto intertempo e non sono riuscito a riprenderlo quando mi ha passato. Mi dispiace perché non è il risultato che speravamo. Dobbiamo continuare a lavorare, a migliorare il passo gara per poter combattere per vincere le gare". (Sportitalia, 26 luglio)