Gipi & Recchioni: le storie non sono mai stupide – Lucca CG15

Cover-Gipi-Rrobe

Gli anglosassoni direbbero Brothers in Arms: Fratelli d’Armi.
Una definizione quantomai appropriata per raccontare il legame che si è creato tra Gianni Pacinotti, in arte GIPI, e Roberto Recchioni. Un legame che li ha influenzati reciprocamente nella creazione dei due progetti presentati insieme a Lucca Comics 2015, in una conferenza all’Auditorium San Girolamo: “Bruti”, il nuovo gioco di carte ideato e illustrato dal Sor Pacinotto, e “YA”, il primo romanzo fantasy di Recchioni.

La genesi di questi progetti è partita quando Recchioni, interpellato da Gipi per trovare un disegnatore adatto al suo gioco, ha proposto all’artista toscano la soluzione più ovvia: “Illustratelo da solo, no?” Di rimando, quelle prime tavole disegnate da Pacinotti hanno offerto al Rrobe un nuovo orizzonte per l’immaginario di “YA” e dei suoi personaggi. Per entrambi, la riscoperta del patrimonio storico e culturale del medioevo italiano, unito alle suggestioni de “L’Armata Brancaleone”.
“Se penso al mio fantasy” ha raccontato Recchioni al panel “penso all’Italia, penso a luoghi come Orvieto.”

Guarda l’intervista a Gipi ai microfoni di Radio Improntadigitale:

 

Affinità elettive tra artisti? In questo caso si potrebbe dire “distruttive”, considerando che Bruti è un gioco di sanguinari duelli all’arma bianca e il sottotitolo di YA è “La Battaglia di Campocarne”. Gioco e romanzo abitano implicitamente lo stesso universo narrativo, al punto che, non solo Gipi è stato il copertinista del libro di Recchioni, ma Stecco, il protagonista della storia, è stato onorato di una carta speciale pubblicata in sole 1000 copie e giocabile in Bruti. Considerato poi, che il gioco avrà un fumetto dedicato, sarebbe logico aspettarsi che le apparizioni dei personaggi nelle varie storie continuino, per l’amore dei fan e dei collezionisti.

Un’amicizia, quella tra Roberto e Gipi, consolidata dall’entusiasmo e dall’onestà che entrambi mettono nelle loro creazioni. “Tengo tantissimo ai personaggi di YA” ha confessato Recchioni “ho scritto il romanzo in un momento colmo di impegni, riducendo il sonno a tre ore per notte. Se questa storia non fosse stata così importante per me, non mi sarei buttato così a capofitto in questo progetto. C’è tanto di me in quelle pagine.”
“Siamo anche accomunati dalla magrezza” ha rilanciato Gipi. “Solo chi sventola come noi può davvero capire quanto ci piacerebbe essere GROSSI, almeno per una volta.” Desiderio che conferma anche Roberto: “quando guardo Mauro Uzzeo, con cui sceneggio Orfani e che è alto come me ma spesso il doppio, penso che sia vero il detto secondo cui dio ti dà soltanto ciò che puoi gestire. Se fossi grande come lui, vivrei di crudeltà e angherie…”

Insomma, due Bruti mancati.

Ascolta la registrazione dell’intera conferenza con Gipi e Roberto Recchioni all’Auditorium San Girolamo di Lucca CG15:

Leggi la trascrizione della nostra intervista a Gipi sul Blog Ufficiale di Lucca Comics and Games

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